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sabato 19 aprile 2008

Argentina: Mostra dei Manifesti dei festeggiamenti di Santa Lucia in Italia realizzata in Buenos Aires dal 06 al 14 dicembre 2007




QUESTA E' UNA LETTERA INDIRIZZATA A TUTTE LE AUTORITA E AI PARROCI DELLE CHIESE CHE FESTEGGIANO SANTA LUCIA

Con riferimento alla richiesta in oggetto, chiedo notizie riguardante i festeggiamenti di Santa Lucia che si svolgono nella ricorrenza della festa, nella vostra città.

Motivo della richiesta:
Nel 2006 si è svolta a Siracusa una Mostra dei Manifesti dei festeggiamenti di Santa Lucia in Italia.

Questa mostra ha avuto un grande successo nazionale e la partecipazione di un folto pubblico di visitatori di tutti i ceti sociali e religiosi. Per tale occasione è stato presentato un’ interessantissimo libro.

L’eco di questa mostra su Santa Lucia è giunto in Argentina. In seguito mi è pervenuta una richiesta da Buenos Aires e pertanto la mostra ha sorvolato l’oceano per atterrare in terra Argentina il 12 dicembre dello scorso anno. Anche qui il successo non è mancato, specialmente con la presenza attiva di una forte comunità di italiani, giunta da Cordoba e da Santa Fe.

Visto i grossi risultati positivi, la seconda mostra sarà realizzata con una partecipazione di parrocchie che venerano Santa Lucia nel mondo, pertanto sarà intitolata: I Festeggiamenti di Santa Lucia nel Mondo.

Un invito ai parroci, titolari delle parrocchie che festeggiano Santa Lucia, alla quale rivolgo un invito per la loro partecipazione.
Per questo motivo chiedo loro tre cose:
1° – Un manifesto dei festeggiamenti di Santa Lucia, vale lo stesso, per qualcuno degli anni passati,
2° – Una immagine di Santa Lucia che viene venerata in tale parrocchia,
3° – Una relazione da inserire nel libro che sarà pubblicato per l’occasione.

Tale relazione deve trattare argomenti a tema libero, che riguardano:
- tradizioni popolari che si rievocano in occasione della festa di Santa Lucia,
- storia della parrocchia, della chiesa, della statua di Santa Lucia.

Ogni parrocchia avrà a disposizione due pagine del libro.
Sulla prima pagina verrà pubblicato la fotografia del manifesto, mentre sulla seconda sarà inserita l’immagine di Santa Lucia con relativo argomento storico.

Per motivi logistici è importante che l’argomento trattato e l’immagine di Santa Lucia, mi siano inserite, possibilmente, in un CD o in un DVD.

Invito cortesemente le persone che leggono questo invito, a comunicarlo al parroco e alle persone interessati per i festeggiamenti di Santa Lucia.

Non senza difficoltà una grossa macchina organizzatrice si sta muovendo, sia in Italia che in altre nazioni. Posso comunicare che già si sta cominciando a ricevere i primi frutti. Ma non nascondo che ho bisogno di altri collaboratori, per questo motivo rivolgo un invito a coloro che vogliono percorrere con me questo cammino.

Faccio presente che la prima mostra dei Manifesti dei Festeggiamenti di Santa Lucia in Italia è divenuta una mostra itinerante, se siete interessati vi invito a mettervi in contatto.

Un grazie a tutti, cordialmente rivolgo un caloroso saluto.

Benito Aprile
Titolare, Ricerche Santa Lucia nel Mondo

39 0931-1851060
Tel cell: 39 333-9320072
39 333-8873067

E-mail:
santalucianelmondo@libero.it

Blog: htt://santalucianelmondo.blogspot.com/


Argentina: Mostra dei Manifesti dei festeggiamenti di Santa Lucia in Italia


Realizzata in Buenos Aires nella Parroquia
di San Juan Evangelista, dal 6 al 14 dicembre 2007

Argentina: Mostra dei Manifesti dei festeggiamenti di Santa Lucia in Italia

Realizzata in Buenos Aires nella Parroquia San Juan Evangelista
dal 06 al 14 dicembre 2007
Un gruppo di visitatori della mostra.

































Simulacro di Santa Lucia della chiesa argentina


Una mostra su Santa Lucia ha sorvolato l'Oceano per atterrare in terra argentina


Dopo un anno che la mostra: I Manifesti dei Festeggiamenti di Santa Lucia in Italia, in esposizione a Siracusa curata da Benito Aprile e Michele Romano presso l’ex Convento del Ritiro, ha sorvolato l’Oceano per atterrare in terra Argentina.
Fu una mostra che ebbe un grande successo, una mostra che espresse grande devozione alla nostra patrona Santa Lucia. L’evento culturale e religioso narrò il percorso delle tante città italiane che onorano questo grande Faro della Luce attraverso il più popolare dei mezzi di comunicazione, il manifesto. Questo, mostrò un incontro di tradizioni popolari differenti che con un proprio linguaggio esprimono la loro devozione a Santa Lucia.
A differenza della mostra di Siracusa, che rappresentava solo i manifesti dei festeggiamenti di Santa Lucia in Italia, quella presentata a Buenos Aires è stata integrata da una esposizione di grandi fotografie che raccontano la venuta del corpo di Santa Lucia a Siracusa, il 15 dicembre del 2004.
La mostra è stata presentata in esposizione all’interno della chiesa di San Juan Evangelista presso il rione della Boca. E’ stato un regalo ai nostri emigranti che hanno potuto ammirare questa raccolta di manifesti e di fotografie, essa è riuscita ad esprimere la grande devozione e venerazione che si ha alla nostra e alla loro Patrona.
Una mostra luciana dai vasti orizzonti, come la definì il nostro arcivescovo mons. Giuseppe Costanzo, fu una vera profezia, perché questi vasti orizzonti ora si sono aperti e la mostra trasvolando l’Oceano è atterrata in terra Argentina, a Buenos Aires.
All’inaugurazione, Il gruppo Folk siracusano ha eseguito l’inno a Santa Lucia cantata dal suo autore Tonino Buonasera e accompagnata dal figlio Antonio al flauto e da Gianluca Cocco alla fisarmonica, è stato dato il saluto dell’arcivescovo Costanzo e letto il messaggio del suo Vicario generale mons. Giuseppe Greco.
In Argentina, vive una grande fetta della popolazione italiana, composta in gran parte da siciliani, con una ampia comunità di siracusani che ha lasciato le loro radici nella propria terra di provenienza da cui trae la linfa che non fa morire e dimenticare le loro origini, le proprie tradizioni, la siracusanità e la venerazione riconosciuta a Santa Lucia.
Sono stato un siracusano tra i siracusani, anche se alcuni di loro appartenevano alla seconda o alla terza generazione. Questi chiedevano notizie della loro Siracusa, si perché anche per loro Siracusa, la terra dei loro padri è la loro “patria” e perché per molti di essi tornare nella loro città natia è stato e sarà molto difficile. La Graziella, Piazza Pancali e altri luoghi della loro memoria non li possono dimenticare.
Un signore di una certa età mi ha raccontato che è da dieci anni, da quando è morta la sua mamma, che non mangia più la cuccia e vorrebbe conoscerne la ricetta.
Tanti vorrebbero assistere alla festa di Santa Lucia a Siracusa; eppure, trovandomi a festeggiare il 13 dicembre Santa Lucia, all’interno della loro chiesa di San Juan Evangelista, con un simulacro in legno di noce dorato, che è la copia conforme del nostro in argento, ho sentito nel mio stato d’animo di assistere ai festeggiamenti che si svolgono a Siracusa; stessi canti, stesso parlare siracusano, ma il più sentito è stato il grido di sarausana je – viva Santa Lucia, gridato da un certo sig. Eduardo Porelli, con quella stessa invocazione di devozione che ci distingue durante la festa siracusana. Ma loro vorrebbero essere per quel giorno nella loro terra natale, ammirare la statua d’argento, in particolare il volto della loro Santa Lucia, quel volto che al solo pensiero le fa inumidire gli occhi, quegli occhi che per una volta sola vorrebbero rivedere Ortigia, le sue strade, i vicoli stretti, i luoghi che li hanno visto nascere e che poi per gioco della vita hanno dovuto lasciare per emigrare per sempre in cerca di lavoro in un mondo a loro sconosciuto e formarsi nella nuova terra una nuova famiglia. Un signore mi ha chiesto di fotografarlo assieme a sua moglie con la cortesia di portare le fotografie ai suoi fratelli, a Siracusa, chiamandomi a testimoniare che li avevo visti e che essi stavano bene di salute.
Questa mostra mi ha dato tante emozioni, una signora nel registro delle firme ha scritto la storia di un miracolo che Santa Lucia ha fatto a un suo nipote, è scritto in spagnolo, appena lo tradurrò ne darò ampia conoscenza. Leggendo il registro delle firme, tante sono state gli apprezzamenti alla mostra.
Padre Carlos Bareuther, parroco della parrocchia di San Juan Evangelista del rione la Boca di Buenoa Aires, scrive in una sua presentazione: ……….Oggi Santa Lucia è nella nostra comunità, è Casa e focolare per i nostri bimbi, cibo per i fratelli più bisognosi e festa di Fede per tutti noi, abitanti della Boca, che ogni giorno ci rivolgiamo a Lei con fiducia della sua protezione e del suo amore……e alla fine conclude: sarausana Je….!!! della Boca. E’ …..!!! VIVA SANTA LUCIA.
Due sono le comunità siracusane a Buenos Aires che svolgono con impegno, per la parte che a loro compete: Il Circolo Cattolico Santa Lucia, di cui è presidente la sig.ra Alicia Cassia, argentina di nascita ma figlia di un siracusano, che cura con la collaborazione dei tanti siracusani le feste di maggio e di dicembre in onore di Santa Lucia, l’altro è il Centro Siracusano d’Arte, Scienze ed Innovazioni Tecnologiche, di cui è presidente l’Ing. Carmelo Riccardo Schiavone, argentino di nascita ma figlio di un siracusano, che con grande competenza culturale porta avanti il nome della Sicilia e in particolare quello di Siracusa. In occasione della nostra permanenza in Buenos Aires ha presentato una conferenza dal titolo “Sicilia una terra da raccontare…Un progetto da realizzare. Relatore è stato il magnifico prof. Alessandro Musco, titolare della cattedra di Storia Medievale e Filosofia della Università di Palermo.
Come si può constatare, i figli dei siracusani portano avanti la loro personale sicilianità, la loro siracusanità e con orgoglio vantano le loro origini.
Una valutazione positiva va alla Associazione Siracusani nel Mondo che da sempre si trova impegnata attraverso l’instancabile Presidente prof. Vittorio Anastasi a mantenere i rapporti con le associazioni e i circoli presenti nelle varie nazioni ove è rappresentata dall’emigrazione di siciliani, in particolare quelle delle comunità di siracusani. Il prof. Anastasi ha partecipato anche come curatore della mostra, ed in un suo scritto a definito Santa Lucia: specchio terso alla quale si riflette la luce di Dio.
La permanenza in Argentina mi ha dato la possibilità di allargare gli orizzonti, di guardare più lontano. Come Archivio storico su Santa Lucia sono cresciuto di molto, ho incontrato delle persone che per la loro disponibilità e interessamento sono venuto a conoscenza di chiese dedicate a Santa Lucia, dalle quali sono in possesso di manifesti che illustrano i festeggiamenti di Santa Lucia nelle città di Cordoba, Buenos Aires e di Santa Fe, che uniti ad altri in mio possesso avrò la possibilità in avvenire di realizzare una grande mostra di Immagini e Manifesti su Santa Lucia nel Mondo.

Benito Aprile
Archivio di ricerche Santa Lucia nel Mondo

E-mail: santalucianelmondo@libero.it

Santa Lucia
una devota collezione aretusea

In questa mia ricerca ho scavato più in profondità, per "vedere" nei cuori delle persone che amano e venerano la nostra Santa della Luce. Cerco ancora di scoprire, per comprendere la loro tradizione popolare, che ha radice molto profonda.Questa ragione mi ha spinto a fare ricerche anche attraverso i manifesti che recitano i festeggiamenti di Santa Lucia in Italia.Manifesti che in questa mostra sono l'argomento coinvolgente, che rappresentano un incontro religioso in culture diverse.Ci sono località in Italia, dove, il 13 dicembre, è usanza distribuire ai poveri, pani, detto per il loro particolare forma "occhi di Santa Lucia" oppure, come a Palermo e in altre parti della Sicilia, in segno di digiuno mangiano solo la cuccia.Nella tradizione cattolica il digiunare è stato ritenuto sempre un grande onore, perché facilita l'apertura dell'uomo con un altro cibo, quello della parola di Dio. La cuccia è un dolce particolare che per alcuni è diventata una moda, quindi niente a che vedere con il digiuno.Nei due punti estremi dell'Italia, nel paese di Corleone come pure a Milano, la sera del 12 dicembre è usanza accendere i lumini sul davanzale della finestra, in ricordo della luce di Lucia che ha sconfitto le tenebre del peccato.A Caltanissetta, è tradizione portare o chiedere del mirtillo o dei ramoscelli d'ulivo.Nel nord Italia, è la Santa più amata dai bambini, è la dispensatrice di balocchi. La sera del 12 dicembre, ogni bimbo che si appresta a saltare nel letto e infilarsi sotto le coperte, non ha altro pensiero nella testa che l'arrivo di Santa Lucia, che sorseggerà un bicchiere di latte, lasciato sul tavolo, in modo da rifocillarsi dalle fatiche del viaggio, con il suo carretto carico di regali trainato da un instancabile asinello, che mangerà un po' di fieno legato alla maniglia della porta di casa di dove si reca.A Santa Lucia di Siniscola, il Santo Simulacro, è traslato per otto chilometri, su un carro adorno di fiori e trainato dai buoi.Come a Savoca, nella spettacolare rappresentazione teatrale all'aperto, dove la scenografia è tratteggiata dalle case e le strade di tutto il paese, e la coreografia è evidenziata dalla presenza e dal muoversi degli spettatori che vi assistono, nel momento in cui si rievoca il martirio di Santa Lucia, trainata dai buoi. A volte nelle tradizioni popolari, si mescolano il Sacro con il profano e le superstizioni, ma questo fa parte dalla cultura dei popoli; che associata alla debolezza umana diventa un modo di pregare, e, a modo proprio ci avvicina ai Santi e di conseguenza a Dio. Ogni regione, ogni città e ogni località in genere si esprime nel proprio linguaggio tradizionale, religioso, culturale ed in fine tutti dicono la stessa cosa. Tantissime sono i musei e le chiese dedicate a Santa Lucia, con tante opere d'arte in loro contenute, di artisti che hanno espresso la grandezza di questo Faro che ha il dono naturale della Luce. Mi limito a citarne soltanto alcuni, della lunga schiera di nomi che la rappresentano, come: Altighiero da Zevio, Domenico Veneziano, Fiume, Guglielmo Borremans, Grunewald, Francisco de Zurberan, Simone Martini, Lorenzo Lotto, Sebastiano Ricci, Francesco del Cossa, Carlo Crivelli, Giovanni Bellini detto il Gianbellini, Francesco Mazzola detto il Parmigianino, Perugino, Mario Minniti, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio.Secondo il calendario "Giuliano", Santa Lucia "cade nel giorno più corto che esista", sulla corrispondente lungo la notte, al solstizio invernale. Le mie ricerche hanno rivelato l'esistenza di località chiamate Santa Lucia nei punti più impensati del nostro pianeta: in Africa, in Europa e nelle Americhe. L'Italia è certamente la più rappresentante.

Benito Aprile
Archivio ricerche storia su Santa Lucia


Mons. Giuseppe Costanzo
Arcivescovo di Siracusa

Una mostra luciana
dai vasti orizzonti

Amore alla storia e studio appassionato, riscoperta delle radici cristiane del nostro popolo e intensa devozione a Santa Lucia: sono queste le componenti che confluiscono nell'impegno profuso da Benito Aprile nella Mostra iconografica e storica della della martire siracusana e del culto a lei tributato nelle varie zone d'Italia."Sarausana jè!". Noi siamo fieri di averla come nostra concittadina, espressione più alta della fede germogliata e fiorita nella nostra terra. Ma la nostra ammirazione verso questa Santa Siracusana si dilata ancor di più nel considerare che è venerata in tutto il mondo. Le città d'Italia rappresentate figurativamente in questa Mostra costituiscono emblematicamente il quadro che abbraccia i quattro punti cardinali del nostro pianeta. Santa Lucia è siracusana, è italiana, è mondiale. Le varie raffigurazioni e i vari manifesti dei festeggiamenti in onore di Santa Lucia, programmati nelle città disseminate in tutta Italia, sono la testimonianza visiva di un comune spirito di fede. Lo stesso filo conduttore lega le varie Regioni d'Italia nel nome di Santa Lucia. E' quanto mai significativo questo legame che unisce in un'unica devozione le comunità più diverse. Nel segno di Santa Lucia si verifica l'unità e l'armonia delle diversità, dove i molteplici colori si compongono in un unico mosaico, illuminato dalla luce di Santa Lucia: Mentre esprimo il mio vivo compiacimento per questa nobile iniziativa, auguro alla Mostra una forte efficacia religiosa: la Santa della luce possa illuminare le menti e i cuori di tutti, orientandoli verso Gesù Cristo, che è "la luce del mondo".
Mons. Giuseppe Costanzo
Arcivescovo di Siracusa


Santa Lucia

arte e devozione ad una martire aretusea
"Io Metodio, tuo concittadino
canto in onore di te, Lucia"


Dall'umile esempio di S.Metodio, che da fedele aretuseo divenne patriarca di Costantinopoli (843-847), così l'intera cittadinanza siracusana rinnova la luce della fede in Lucia accogliendo, dalla Catacombe di S.Giovanni al Museo archeologico "P.Orsi", l'iscrizione marmorea di : "Euskia l'incensurabile, che visse onestamente e nobilmente anni più o meno 25, mori nella festa della signora mia Lucia, per la quale non è necessario pronunciare encomio. Cristiana fedele (e) perfetta, gradita al proprio marito per le (sue) molte grazie, affabile" (trad. M. Sgarlata). Unire il senso dell'arte a quello della fede è sempre un percorso arduo e oltremodo labirintico. In particolare, quando il soggetto sacro è una giovane siracusana che intorno al 304 subì in Sicilia le persecuzioni di Diocleziano.Nell'iconografia estetica e teologica gli attributi della vergine Lucia, secondo la tradizione e la devozione popolare, sono gli occhi posti su un piatto o la palma con la spada o il pugnale simbolo del martirio. Lucia, un nome di origine latina connesso con la luce e che ha reinterpretato nella tradizione cultuale un martirio che riguardasse gli occhi; mentre dal medioevo Jacopo da Varagine narra dell'intervento dello Spirito Santo sulla martire, che davanti al prefetto romano la rese così pesante che nessuno fu in grado di spostarla. Nel Rinascimento molti artisti documentarono iconograficamente l'evento, in particolare Lorenzo Lotto che nella Santa Lucia davanti al giudice (1532) della Pinacoteca Comunale di Jesi (AN) mostra all'interno di un portico rinascimentale la santa, dalle vesti accese e panneggiate, che indica con il dito, al console Pascasio, la colomba simbolo dello Spirito Santo, mentre i servi del console romano tentano invano di spostarla. Allo stesso modo, Deodato Guinaccia, nella pala lignea raffigurante il Martirio di S.Lucia (1579), della chiesa di S.Lucia alla Badia di Siracusa, presenta la vergine siracusana trainata dai buoi, mentre i soldati tentano di dirigerla verso il prostibolo.Ma, dal Seppellimento di S.Lucia (1608) del Caravaggio a Siracusa all'Ultima comunione di Santa Lucia (1748-1750) del Tiepolo a Venezia, si evince una chiara e fedele documentazione della passio e martirio della vergine e martire siracusana, anche se il tema della luce e della vista sono i tratti di maggiore diffusione cultuale della fede a Lucia.Lo scultore italiano Adolfo Wildt (Milano 1868-1931) nel suo ritratto di Santa Lucia (1927), trasfigura e sublima la materia in una visione mistico-simbolica, un'aureola o il nimbo dorato racchiude la torsione del volto della Vergine che nell'ultimo anelito di vita si rivolge a Dio. Un plasticismo simbolico dove l'artista dal suo realismo fisiognomico del dolore sublima la cecità della Santa per una riconversione dello spirito e della fede.Una fede salda e incorruttibile, così come la sua città la venera da sempre con aulici festeggiamenti e con senso di umile devozione, una giovane martire simbolo di grande devozione popolare che si rinnova nell'intera penisola italiana e oltre, in quei centri urbani dove la fede è ancora segno di unità e pace.
Michele Romano
Accademia di Belle Arti "Val di Noto"

E-mail: santalucianelmondo@libero.it